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domenica 18 luglio 2021

Ricapitolando






Maria Mancino e Eduardo Lepera, ci hanno intrattenuto giovedì scorso, presso il BARCODE di Imola,  con letture e musica.
Una bella serata all'insegna dell'anima del sud. 
Del Molise, Maria e della Calabria Eduardo.

Maria ci ha letto brani tratti dal suo "I plumcake del nonno", e ci ha fatto letteralmente viaggiare nel tempo e nei ricordi di una bambina. Una bambina tosta e sognatrice.


Eduardo ci ha suonato la sua musica. Dalle corde della chitarra i suoni della sua terra uscivano liberati.  Tra le parole, nei testi, si intravedeva - nemmeno  tanto velato -, un sentimento di rispetto e una infinita quantità di emozioni; ben ancorate nel profondo di questo giovanissimo autore.


Complimenti vivissimi a entrambi, speriamo di rincontrarvi presto.

Un saluto gli Apostrofi.








PICCOLO SPAZIO PUBBLICITA'



Gli Apostrofi amano sostenere che si mette in gioco, chi crede nel proprio talento e prova, anche solo per il piacere di tentare.

Ecco quindi che anche per Eduardo e Maria, offriamo la nostra pagina:


Questo è il cd da cui sono tratti i brani che avete ascoltato a Imola.









e questo è il libro di Maria Mancino.




Chi fosse interessato a riceverli può inviare un messaggio WA agli Apostrofi.

3271174504














 

domenica 26 gennaio 2020

IL GIORNO DOPO

Bene, benissimo. Il primo evento apostrofale ha avuto luogo e che luogo!
Qualche piccola difficoltà iniziale ma, dopo che le pance si sono riempite, tutto, tutto ha girato alla grande. 
Un grazie ai poeti che sono stati con noi, che ci hanno creduto. Un grazie speciale all'Onorario Antonio Castronuovo, attivo e partecipativo, sagace e illuminato.
Grazie allo STOMP e grazie soprattutto a Bologna, città ospitale e dalle mille risorse.

Allora, la poesia serve ancora a qualcosa oppure no?!

La risposta più evidente è la felicità e la capacità di sorridere su loro stessi, che hanno i poeti.

La poesia non serve a niente, sì, non serve a niente se non a ... 



APOSTROFI CON POETA

PRESIDENTA CON POETA 


PRESIDENTA  CHE DECLAMA



POETA CHE DECLAMA


ALTRO POETA CHE DECLAMA


APOSTROFE PRESIDENTA  E  SEGRETARIA CON POETA


APOSTROFA ELENA SEGRETARIA CON APOSTROFO ONORARIO 






APOSTROFO ONORARIO DA' IL MEGLIO DI SE'

Risultato immagini per SGRUNT"
ONORARIO FELICE
















APOSTROFE CON POETA E DIVINA COMMEDIA







PAUSA DI RIFLESSIONE


GRAZIE GRAZIE E GRAZIE AI POETI INTERVENUTI : 

GIULIO ZAMBON - FRENK B. -  EUGENIO ZAZZARA -  DANIELE MONTI 
E JACOPO VENTURA POETA A DISTANZA.
GRAZIE A TUTTI COLORO CHE SI SONO ANCHE SOLO SOFFERMATI AD ASCOLTARE UNA MEZZA POESIA, UNA PAROLA O SEMPLICEMENTE SI SONO SENTITI  CONTAGIATI DA UNA RISATA O DA UN SORRISO.

SE COSI' E' STATO, ALMENO PER IERI SERA, LA POESIA  A QUALCOSA E' SERVITA.


CIAOOOO




lunedì 20 gennaio 2020

LA POESIA NON SERVE A NULLA


GLI APOSTROFI E I POETI INVITANO TUTTI COLORO CHE PASSANO DA QUI E SI SENTONO INTESSATI ALLA QUESTIONE: 

     LA POESIA OGGI E' DAVVERO DIVENTATA INUTILE?

                                                                                                                                                                                                                                                     







Saranno con noi e ci aiuteranno a trovare una risposta i POETI:

GIULIO ZAMBON

Si autodefinisce "discountologo", la sua poesia e la sua prosa indagano i luoghi di consumo esterni ed interni all'uomo, all'umano. Nel 2019 pubblica - Ehi tu, compra questo libro e dammi i soldi -


FRENK B.

Frenk era il modo con cui un amico, durante l'adolescenza, chiamava il b*** del c***, così da non dire una parolaccia. Odio le porte chiuse a tal punto che il il mio cognome rimane aperto. B. da completare a piacimento, senza però diventare mai A perchè, si sa, esser sempre primi è una gran fatica.

DANIELE MONTI

Stavo studiando Petrarca e in mente mi è apparsa una frase - non è verità o illusione ma solo punto di vista.

EUGENIO ZAZZARA

Qualcuno diceva che chi continua scrivere poesie dopo l'adolescenza, o è  un pazzo o è un poeta.
Sulla seconda stendo un velo pietoso; sulla prima se ne può discutere, ma aspetto di vedere il referto.
Insomma poche idee ma confuse.
E quelle poche riversate in versi che altro non sono che un continuo tentativo di indagare su me stesso e cavarci almeno un ragno dl buco. Ché si sa che il ragno porta guadagno e, per un poeta o presunto tale, si tratta di un concetto aleatorio, per dirla con un eufemismo.


JACOPO VENTURA (poeta a distanza)

Nato e cresciuto a Roma, delle parole ho sempre amato la forza e la capacità di evocare immagini, suscitare emozioni tali, da risvegliare la coscienza dal torpore del raziocinio malato. E quando un verso non riesce a bastarsi da sé, ecco che la musica si fa guida e madre  amorevole, attraverso qualunque strumento, o voce mi capiti di ascoltare, ricercare o produrre da me. Una penna e un pugno di note. Non mi serve altro.